CONDIVIDERE

a cura del Movimento Rinascita Cristiana Palermo

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Condividere. Con chi e che cosa?

 

   Condividere implica pur sempre un’offerta reciproca di sé; significa far parte ad altri di qualche cosa che è nostro, e al tempo stesso reclama la disponibilità all’incontro fra persone – anche estranee –  che però si riconoscono abbastanza simili.

  Condividere è un comportamento che esprime un sentimento ricco di sincerità ma anche gravido di generosità; è ricerca di corrispondenza fra chi è pronto a uscire dall’istintiva riservatezza, a superare la distanza dal mio al tuo, a distaccarsi dal proprio recinto.

  Condividere è un gesto di latente amicizia.

   Nel mondo d’oggi  (soprattutto in quello opulento, di cui anche noi facciamo parte) sempre più anonimo e convulso, intessuto di relazioni generalmente ispirate alla massimizzazione del proprio vantaggio e all’attenuazione di ogni altruismo disinteressato, c’è tuttavia un diffuso bisogno di ancoraggio a un sistema di certezze che alimenti l’esistenza umana di speranze e di progetti per cui valga la pena spendersi; c’è una ricerca istintiva di consenso indulgente,   talvolta indotto da ammiccanti complicità; ma c’è anche, ovviamente,  l’accettazione del rischio di confrontarsi e di dover ricredersi.

   C’è  la nostalgia di un’autentica solidarietà umana fra individui, fra nazioni, fra popoli.

   L’incontro, il dialogo, costituiscono il punto d’inserzione di questa ricerca spontanea, condotta da tutti coloro  che sentono l’esigenza di comporre in qualche modo il disordine manifestato dal complesso delle relazioni sociali, e tentano di dare  senso alla  mera “vivibilità” minuto per minuto, in cui pare sopirsi l’ansia della società contemporanea.

   Se ci troviamo immersi nostro malgrado in questo clima, che caratterizza - come si dice - la “post-modernità”, in cui ogni Verità ha diritto di cittadinanza, siamo pur nondimeno costretti a scelte concrete, pratichiamo un’etica del quotidiano, orientata quanto meno  al buon vivere, al rifiuto di pesanti discriminazioni, alla tolleranza entro limiti accettabili, al rispetto reciproco, ad una giustizia sostanziale, alla pace. In una parola, senza accorgercene, siamo votati al “bene comune”, cercando di discernere caso per caso, nelle piccole o grandi circostanze della vita,un equilibrio possibile, che in definitiva non mortifichi la dignità  di ciascuno e di tutti.

   Su questo terreno d’ incontro, ognuno s’affanna come può a portare in comune un granello del proprio giudizio, ad offrire spunti di condivisione per soluzioni equanimi ai problemi  che più lo interessano in quanto membro del consorzio sociale. E lo fa  in base ad un’idea della convivenza umana fondata su vincoli di solidarietà fra gli individui, così radicati e intensi da evocare il concetto di fratellanza - pur in contesti culturali eterogenei – e proiettarlo  in una prospettiva infinita, metastorica, rintracciando in fin dei conti una Verità assoluta, oltre il contingente, sull’Uomo e il suo destino, che la ragione non ha motivi sufficienti per rigettare (tanto più se viene enunciata entro un orizzonte speculativo fondato sul relativismo, oggi tanto di moda).

   In questo senso, condividere diventa un luogo virtuale di confronto, in cui  discutere dei problemi che ci assillano e, perché no, delle speranze che ci sostengono,  partendo  dall’osservazione minuta della realtà che ci circonda a cui dare una spiegazione il più possibile corretta. Ma questa, come ogni altra chiarificazione, non serve se non è fatta in vista di conseguenti comportamenti, in base ad un canone di discernimento  coerente con l’essenza di verità e giustizia che sostanzia l’essere umano e le sue aspirazioni più profonde.

   A questo scopo vorremmo dare  un contributo di buona volontà, invitando chi ci  vuol seguire  a condividere con noi passioni e fiduciose attese di consapevole proficuo discernimento nel dover  vivere il nostro  ancor inquietante futuro.

                                                                                                                                    (E. S..)

 

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