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a cura del Movimento Rinascita Cristiana Catania |
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Giorno 14 dicembre 2007 nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria di Catania si è tenuto un incontro sul tema “la sfida educativa della famiglia di oggi” organizzata dal Movimento Rinascita Cristiana insieme al Lions Club Catania Bellini. Dopo i saluti ai numerosi intervenuti, la responsabile cittadina, Avv. Maria Luisa Barbagallo, ha brevemente presentato Rinascita Cristiana che è un Movimento volto alla formazione di laici cattolici, affinché possano svolgere la funzione di evangelizzatori e testimoni nel mondo, e il presidente del Lions Ing.Francesco Pensavalle, ha sottolineato come l‘argomento rientrasse nel tema di studio nazionale“Dignità e diritti nel mondo dei minori”. |
Hanno preso poi la parola i due relatori : la prof. Ina Siviglia, teologa, e il Dr.Roberto Cafiso, psicoterapeuta.
La Prof. Siviglia, dopo aver affermato che il compito educativo è un’avventura inedita che si riapre ad ogni generazione e richiede elasticità, lucidità di analisi e capacità di discernimento, ha analizzato il ruolo della famiglia e la centralità della persona nella società postmoderna. Ha parlato del pensiero debole, che non ardisce cercare la verità e l’assoluto, del relativismo etico, del soggettivismo puro in una dimensione di valori velocemente transeunte, della fatica a riconoscersi in qualche tradizione, della fuga in una vita virtuale in mancanza di progettualità di un futuro che spaventa.
Ha detto poi come la famiglia sia passata dal modello patriarcale a quello nucleare, per arrivare oggi a una famiglia “a mosaico” : coppie che convivono , realtà monogenitoriali, famiglie ricomposte, famiglie di fatto; non esiste più un modello unico di famiglia.. E se è vero che nella famiglia patriarcale non c’era dialogo, anche oggi questo viene meno per l’esasperato individualismo di ognuno che resta chiuso nel proprio narcisismo. Si registra inoltre una forte riduzione della natalità, perché spesso i figli sono considerati come un impegno che riduce la propria libertà e toglie energie, tempo e denaro. Una famiglia così non e più palestra di relazioni e nucleo primario di formazione. Anche nel contesto sociale manca un cammino comune fra le varie agenzie educative, e questo crea confusione nel bambino
Eppure nei giovani si avverte una forte nostalgia di spiritualità e una richiesta di senso. Allora domandiamoci se abbiamo saputo trasmettere ciò che di autentico avevamo. . Il problema dei giovani, ha affermato la Siviglia, sono gli adulti. Bisogna ritrovare nuovi itinerari formativi, formare i formatori, diventare educatori entusiasti e generosi.
Non diamo ricette, ma lasciamo riscoprire ai giovani il gusto della domanda, la gioia della conoscenza, la sfida della vita, in tutti i suoi aspetti, anche quelli difficili e dolorosi.
Il giovane non ha bisogno di maestri, ma di testimoni.
Ha preso poi la parola il Dr. Cafiso il quale ha evidenziato taluni aspetti della crisi della famiglia : la scarsa capacità di trasmettere buone prassi ai figli, di descrivere confini alla loro libertà, di offrire modelli comportamentali, di instaurare un dialogo costruttivo.
Tutto ciò in una società in cui il pensiero globale è votato all’economia. In ogni classe sociale il piacere e il denaro sono gli obiettivi da raggiungere, sostituendo un Dio, da sempre associato all’idea di un percorso difficile che richiede sacrificio.
Anche la salute e la vita umana vengono valutate in termini di convenienza economica , diventando l’uomo mezzo e il denaro fine.
Ma malgrado questa società enfatizzi il piacere e il consumismo, non ci rende felici.
Allora bisogna ritrovare qualcosa in cui poter credere, un obiettivo autentico da raggiungere,
riscoprire l’importanza della cultura, del pensiero e della capacità di senso critico .
Occorre dare al bambino una immagine autentica della realtà, senza evitargli dolori e difficoltà, perché si crei le risorse emotive per affrontarli.
La famiglia dovrebbe separarsi dal trend comune, dissociarsi dai modelli consueti, promuovere valori diversi ispirati ad una sobrietà di vita, educando persone che sappiano scegliere autonomamente, senza soccombere alle pressioni del consumismo.
Tutto ciò richiede sacrificio, ma va fatto con la fierezza e con la consapevolezza che solo così l’uomo recupera la sua dignità e libertà .