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a cura del Movimento Rinascita Cristiana di Sicilia |
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· I Laici cristiani nella società di oggi Il lai Il Laico ha il dovere, ha la responsabilità di assumersi la funzione di collegamento tra Chiesa e mondo, dato che di fatto egli realizza la presenza della Chiesa nel mondo e del mondo nella Chiesa L'appartenenza al mondo mette il laico nelle condizioni di percepire dall'interno le istanze di questo mondo e di potere operare nel cuore delle situazioni che lo caratterizzano. Compete ai laici sensibilizzare la comunità cristiana alle esigenze ed al linguaggio degli uomini e delle donne in un dato tempo in un dato ambiente, rendendola capace di parlare loro in modo comprensibile. Si osserva invece che escludendo alcune forme di volontariato, la massa del nostro laicato è assente, non prende iniziative e da risposte alle istanze del mondo, e non solo non opera nel cuore delle situazioni che lo caratterizzano ma non trasmette alla comunità quanto percepisce. Il lai Il laico è chiamato primariamente ad esprimere e realizzare a nome di tutto il popolo cristiano concretamente la laicità della Chiesa, cioè nel suo rapporto con il mondo, nella sua dimensione storica di assunzione dei segni dei tempi, dell'attenzione ai problemi della vita sociale e della vita professionale. Al laico tale vocazione gli proviene da chiamata divina e non dalla Chiesa, infatti: Ivi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall'interno a mo di fermento, alla santificazione del mondo mediante l'esercizio del proprio ufficio e sotto la guida dello spirito evangelico, ed in questo modo a manifestare Cristo agli altri, principalmente con la testimonianza della loro stessa vita, e con il fulgore della loro fede della loro speranza e carità.(L.G. 31) La sua figura di laico più specifica di quella del cristiano come tale, lo coinvolge in una professione, in un mestiere, nelle ordinarie condizioni di vita familiare e sociale La sua chiamata ha come luogo di culto la casa, la famiglia, l'ambiente in cui vive, in cui lavora. La sua testimonianza sarà tanto più efficace quanto più la sua fede è adulta, tanto più la sua coscienza di cristiano è saldamente fondata sulla verità rivelata. Mancando tali presupposti la sua testimonianza è debole od addirittura inefficace. Se il laico è impegnato, fa parte di aggregazioni ecclesiali, certamente ha una maggiore responsabilità nella trasmissione della propria testimonianza ,.Ma i laici sono soprattutto chiamati a rendere presente ed operosa la Chiesa in quei luoghi ed in quelle circostanze, in cui essa non può diventare sale della terra se non per loro mezzo (LG 33). Il laico quindi per gli stessi doni ricevuti è testimone ed insieme vivo strumento della stessa missione della Chiesa secondo la misura con cui Cristo gli ha dato il suo dono. Il dono però deve essere servizio, deve tradursi in ministero; il laico non può tenere dentro di se la parola di Dio, guai se non l'annuncia, egli non può tenere dentro di se la gioia di essere Chiesa, guai se non la trasmette; egli non può essere indifferente alle vicende della sua comunità. Si tratta di chiamata laicale a svolgere un compito che resta della Chiesa e si esplica dove essa non può . Il laico, non può stare solo nel gruppo o nel movimento, deve vivere gomito a gomito con gli altri ,aggregarsi, credere giocarsi la vita sulle frontiere della storia, deve gridare dentro la Chiesa. Questo ci porta a vedere la Chiesa di oggi tutta missionaria, protesa verso un discernimento ecclesiale, che di giorno in giorno faccia cogliere il segno dei tempi, ad una Chiesa protesa alla dimensione dell'evangelizzazione così come il mondo ha bisogno. Occorre però adottare il giusto linguaggio e saper comunicare il messaggio attraverso la nostra vita, la nostra esistenza. Quanti Cristiani e quante comunità testimoniano la novità del Cristo Risorto?Nei nostri movimenti, nelle nostre associazioni non possiamo restare abbarbicati ai nostri carisma, che potrebbero per altro essere tramontati o non attuali; non possiamo tornare indietro, vivere di ricordi o fermarci; ma dobbiamo andare avanti per capire come il futuro interpella il nostro presente. Questo richiede lungimiranza, profezia, coraggio di intraprendere strade nuove. Dobbiamo essere uno Chiesa. Il lai Il laico deve essere fermento evangelico in un mondo che ha continuamente la tendenza a perdere il senso di Dio e quello dell'uomo. L'appartenenza al mondo mette il laico nelle condizioni di percepire dall'interno le istanze di questo mondo e di potere operare nel cuore delle situazioni che lo caratterizzano. Però compete ai laici sensibilizzare la comunità cristiana alle esigenze ed al linguaggio degli uomini e delle donne in un dato tempo in un dato ambiente, rendendola capace di parlare loro in modo comprensibile. La fedeltà al mondo esige dal laico cristiano una scelta radicale per Cristo, che è venuto in questo mondo non a giudicare ma a salvare e per la sua Chiesa che è il suo corpo ed il suo prolungamento nella storia. Il laico cristiano non può avere la pretesa di gestire il mondo, può avere la volontà di servire il mondo orientandolo verso il bene, verso il senso di umanità piena, non tirandosi indietro quando è necessario annunciare Cristo e Cristo morto e risorto. · Il laico di fronte ad una domanda di spiritualità fortissima non può essere assente. Deve avere il coraggio di annunciare il Cristo morto e Risorto ed annunziarlo in modo esistenziale con un linguaggio adeguato, con una testimonianza convincente, con una fraternità ed umiltà che attira .e coinvolge. La primaria opera laicale non è un atto di vera e propria evangelizzazione intesa come annuncio del messaggio cristiano al mondo, ma di valorizzazione delle realtà mondane, perché esse in quanto create non possono non essere ricondotte alla bontà del Creatore L'opera di instaurazione dell'ordine temporale, va dal laico esercitata a partire dalle leggi del mondo che Cristo e la Chiesa permettono di finalizzare al bene dell'uomo. L'impegno nelle realtà temporali va esplicato come scoperta, uso e rispetto del valore delle leggi creazionali di quelle realtà avendone colto l'esatto valore a partire dalla luce della fede. I laici così operando impregneranno di valore morale la cultura e le opere umane. In questo modo il campo del mondo è meglio preparato per il seme della parola divina, e insieme più aperte sono le porte della Chiesa, per le quali l'annuncio della pace entri nel mondo (LG 36) |
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